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domenica 2 agosto 2015

Benefici del Noni

FRUTTO NONI o MORINDA CITRIFOLIA














Il Noni (Morinda citrifolia L.) è una pianta appartenente alla famiglia delle Rubiaceae. È conosciuta anche come gelso indiano, nonu, nono, bumbo, lada, munja, e Canary wood.

Il nome latino del genere, Morinda, deriva dalla fusione delle due parole Morus (Gelso) e India. L'epiteto specifico, citrifolia, allude alle foglie, che hanno una certa somiglianza con quelle del limone (citrus). Il nome comune più usato, noni, è invece di origine polinesiana.

Il noni è un piccolo albero sempreverde, con altezza di solito compresa tra 3 e 6 m (eccezionalmente fino a 10).

Le foglie sono ellittiche o ovate e piuttosto grandi (da 20 a 45 cm).
I fiori sono "perfetti", contengono cioè sia l’apparato maschile (polline) che femminile (ovario). Essi sono forniti di 5 petali (anche 6) e sono riuniti in infiorescenzeglobose. Quando i fiori appassiscono e cadono, lasciano sulla massa sottostante delle cicatrici chiamate "occhi", circondate da una marcatura pentagonale o esagonale (a seconda di quanti petali aveva il fiore).

Ciò che viene chiamato frutto è in realtà un sincarpo, cioè la fusione di molti piccoli frutti in un'unica massa (come accade per le more di gelso).
I frutti del Noni nascono sullo stesso ramo in tempi successivi per cui si possono avere dei frutti maturi, frutti acerbi, frutti in fiore e boccioli che daranno origine a nuovi frutti. Il Noni è una delle poche piante che produce fiori in presenza del frutto e produce frutti in tutti i mesi dell'anno.

Disegno del frutto del Noni
Il frutto del Noni, attraverso le sue fasi di maturazione, assume un colore verdastro che man mano tende al giallo per diventare giallo biancastro e traslucido nella piena maturazione. Quando è maturo, è lungo 5–10 cm, è tenero ed esala un odore sgradevole, che richiama alla mente l’odore del formaggio maturo.
Si ritiene che la diffusione del Noni in un'ampia area geografica sia dovuta alla particolarità dei semi che, dotati di una sacca d’aria, possono galleggiare sull’acqua per mesi restando vitali e, portati dalle correnti, possono percorrere grandi distanze.
Le radici hanno una forte capacità di espandersi lateralmente. Nelle Hawaii si trovano spesso piante che affondano le loro radici nella roccia lavica solidificata e sprofondano negli anfratti per trovare nutrimento ed acqua.

La breve storia della Morinda citrifolia (Noni):
La Morinda citrifolia (Noni) è un frutto largamente conosciuto e riconosciuto nel sud-est asiatico e nei Paesi dell'Oceano Pacifico che veniva usato per scopi di alimentazione, di prevenzione e di medicazione.
Nell'antichità nelle isole Hawaii dalla scorza e dalla radice del Noni ricavarono estratti gialli e rossi, che usavano per colorare. La frutta acerba serviva come alimento in tempi di carestia. Per medicazione tritavano la frutta Noni acerba con sale, e la miscela la mettevano sulle ferite profonde o sulle fratture ossee. La frutta matura veniva adoperata come medicazione su abrasioni, ascessi e ferite. Il succo della frutta veniva usato come insetticida e per liberare il cuoio capelluto dai pidocchi.
Oltre alle Hawaii veniva usato in India, Malesia, nell'Indocina.

Il succo di Noni è il risultato della spremitura del frutto del Noni. Si presenta con una consistenza densa, colore marrone scuro, odore forte quasi sgradevole e un sapore acido. Esistono varie metodologie produttive per realizzare il succo: è importante che il processo per produrre il succo sia in grado di mantenere gran parte delle proprietà del frutto, che altrimenti andrebbero perse. Le capsule, infatti, non hanno lo stesso valore nutritivo e, a causa del processo di lavorazione, contengono una quantità inferiore di principio attivo.


I principi attivi più importanti della Morinda citrifolia (Noni):
proxeronina e xeronina (alcaloidi)
scopoletina
damnachantal
asperulosida
antrachinoni vari

La scoperta della xeronina
La scoperta della xeronina è dovuta veramente ad un caso. La scoperta è legata al nome di Dr. Ralph Heinicke che dagli anni '50 ha lavorato nell'Istituto di Ricerca dell'Ananas delle Hawaii, e si occupava dell'estrazione degli enzimi e l'utilizzo industriale dell'ananas. Concentrava le sue ricerche su una miscela di enzimi di nome bromelina che mostrava effetti fisiologici importanti e per questo si prevedeva la sua applicazione medicinale. Ma raffinando l'estratto di bromelina, stranamente l'efficacia dell'enzima osservata non cresceva ma decresceva.

Il succo del frutto di Noni contiene vitamine, minerali, oligoelementi, enzimi, steroli e contiene un vasto quantitativo di aminoacidi. Nonostante quanto si dica a fini commerciali le percentuali di micronutrienti non sono per nulla sorprendenti; ad esempio, il micronutriente più significativo, la vitamina C, è contenuto in dosi di circa 30/50 mg per 100ml di succo di noni (puro non diluito), contro i 50 mg/100 ml della vitamina C. Considerato che, per contenere i costi al pubblico e migliorarne le pessime caratteristiche organolettiche, il succo di noni viene spesso diluito o tagliato con altri succhi di frutta, si capisce come la magnificazione del suo contenuto nutrizionale sia una mera speculazione commerciale. Senza alimentare commerci internazionali e le implicazioni sociali ed ambientali correlate, guardando le tabelle nutrizionali qui sotto viene spontaneo chiedersi se non sia forse meglio consumare una spremuta di arance italiane.

La pianta esotica del Noni (Morinda citrifolia) è conosciuta da millenni nelle isole polinesiane per le sue proprietà. La medicina tradizionale impiegava da tempo i derivati del piccolo albero sempreverde, per curare i disturbi della pelle, del sistema nervoso, del sistema immunitario, dell'apparato respiratorio, dell'apparato digerente e di quello osteo-articolare. Dal 2003, l'Unione Europea ha consentito la commercializzazione del succo, estratto dal frutto maturo della pianta, dopo aver dimostrato scientificamente l'assenza di tossicità.
Il succo di Noni si sta rivelando un prodotto nutraceutico ricco di proprietà benefiche e, attualmente, è interesse di studi per le diverse attività "terapeutiche" ad esso attribuibili, tra cui quella energetica, analgesica e stimolante del sistema immunitario. Le moderne ricerche scientifiche hanno rivelato la presenza di più di centinaio di sostanze fra cui spicca la xeronina, potente regolatore e costituente cellulare.

I nutrienti e le sostanze fitochimiche del succo di NoniNella pianta di Morinda citrifolia sono stati già identificati circa 160 composti nutriceutici e ognuno di questi elementi concorre a svolgere una particolare azione nel nostro organismo.
In particolare, il Noni è un frutto ricco di costituenti ad alto valore nutritivo. Il succo, che ne deriva, è caratterizzato da un'ampia quantità di sostanze metabolicamente attive come: vitamine, minerali, enzimi, aminoacidi, oligoelementi, polisaccaridi, alcaloidi, antiossidanti e bioflavonoidi.

Componenti attive nel NONI

Il Dr. Heinicke crede che il NONI normalizzi le cellule che funzionano in modo anormale i quanto rifornisce il corpo dell’essenziale composto biochimico Proxeronina, dal quale le nostre cellule formano l’alcaloide Xeronina.

Quest’ultima ha effetti positivi su di loro, cosa che nella maggior parte dei casi porta a un aumento del benessere. Per capire l’effetto del Tahitiano NONI è necessario sapere in che modo il corpo produce la Xeronina (biosintesi).

Negli anni 50 il Dr, Heinicke isolò al Pineapple Research Institute un elemento cristallino che non apparteneva a nessuno dei composti biochimici conosciuti. Anni dopo riconobbe che esso è un componente essenziale per la sintesi dell’alcaloide Xeronina e inoltre notò che la concentrazione di questi elementi nella pianta dell’ananas si era abbassata notevolmente nel corso degli anni a causa della carenza di microsostanze alimentari nel suolo e dell’inquinamento.

Oggi il frutto del NONI è di gran lunga la migliore fonte per questo importante componente.

Il Dr, Heinicke crede che la Xeronina compia due funzioni principali nelle cellule. Poiché possiede una struttura rigida, a forma di trave, può creare un punto d’appoggio appena si inserisce nell’apertura di una determinata proteina. Queste sostanze proteiche possono poi essere più flessibili e allo stesso tempo più forti nella struttura. La xeronina può anche abilitare una proteina a concentrare l’enorme quantità di energia contenuta nell’acqua del corpo, che può poi essere utilizzata per diverse attività meccaniche, chimiche o elettriche. Questi processi consentono ad una cellula normale di funzionare in modo efficace e a una cellula danneggiata di riparare le sue lesioni.

Il rapporto Proxeronina –Xeronina –NONI

La sostanza più promettente nel NONI è la Proxeronina, la quale viene trasformata in xeronina nel corpo. Quest’ultima è un composto biochimico che gioca un ruolo molto importante in una molteplicità di fenomeni biochimici umani. Nelle zone infiammate la Proxeronina filtra dai vasi capillari per rendere possibile alle cellule la produzione di Xeronina. Questa potrebbe impedire all’infiammazione che suscita il Peptide di assorbire determinate proteine e ciò diminuisce chiaramente l’intensità dell’infiammazione, il gonfiore e il dolore.

Le pietre miliari della biosintesi della Xeronina nel nostro corpo sono Proxeronina, Proxeronase, un enzima necessario per la biosintesi della Xeronina e Serotonina. Il nostro fisico le contiene tutte, ma la Proxeronina è presente in quantità limitata. Il Dr. Heinicke crede che la biosintesi della Xeronina si verifichi nel seguente modo.
Di regola il fegato immagazzina Proxeronina. Ogni due ore circa il cervello gli manda un segnale di rilasciare un po’ di questa sostanza che i diversi organi del corpo assorbono dal flusso sanguigno in quantità sufficiente alla produzione necessaria di Xeronina. Normalmente le cellule ricevono quanto basta agli altri prodotti biochimici per la sintesi di Xeronina : generalmente manca solo la Proxeronina.

Tutto va bene tranne nel caso di un alto bisogno di Xeronina. L’attività anormale delle cellule precancerogene, così come numerosi problemi di salute, inclusi problemi fisici e /o emotivi, oppure infezioni da funghi o sostanze tossiche, possono produrre il bisogno di Xeronina. Quando succede sale improvvisamente la richiesta di quest'ultima. Solitamente il fegato non ha abbastanza Proxeronina per le cellule malate, il cui tessuto ha abbastanza Proxeronase e Serotonina manca solo la Proxeronina. Il NONI aiuta perché contiene abbondantemente questa sostanza.

I costituenti più importanti del Noni sono:

Vitamine e minerali: il Noni è ricco di vitamina A e C, fondamentali per il nostro corpo, in quanto sono entrambe coinvolte in numerose attività biochimiche. In particolare, il succo è una buona fonte di vitamina C (o acido ascorbico), importante per il sistema immunitario e per l'azione antiossidante. Inoltre, il frutto di Noni contiene minerali come magnesio, ferro, potassio, selenio, zinco, calcio, sodio, rame e zolfo. Tuttavia esaminandone i valori nutrizionali, il frutto ed il succo di noni non hanno nulla di miracoloso: i contenuti vitaminici e minerali sono perfettamente sovrapponibili a quelli di altri succhi di frutta più comuni, come quello di arancia o di mela.
Proxeronina e xeronina: la proxeronina è un alcaloide contenuto nel frutto della Morinda citrifolia e rappresenta un precursore della xeronina. Quest'ultima sostanza è implicata in un gran numero di processi biochimici e sembra prendere parte al metabolismo delle proteine: si ipotizza che funzioni da co-regolatore metabolico, in grado di modificare la struttura proteica. Inoltre, favorisce l'assorbimento a livello intestinale di minerali, aminoacidi e vitamine, assunti con l'alimentazione.
Cumarine: sono sostanze naturali con funzioni anticoaugulanti, flebotoniche, antispasmodiche ed antibatteriche. La scopoletina è tra le principali cumarine presenti. Questa ha dimostrato di possedere un'attività epatoprotettiva ed un effetto adattogeno simile a quello del Ginseng. Inoltre, la scopoletina protegge il sistema cardiocircolatorio, normalizza la pressione sanguigna, esercita un'azione antinfiammatoria ed antistaminica (contro le allergie).
Terpeni e terpenoidi: i terpeni svolgono un'azione antiossidante contrastando i radicali liberi. Nel Noni sono presenti: l'eugenolo (antisettico e anestetico), il beta-carotene (precursore della vitamina A) e l'acido ursolico. I terpenoidi sono composti correlati ai terpeni e possiedono importanti proprietà antiossidanti.
Polisaccaridi (acido glucuronico, arabinosio, galattosio): sono polimeri costituiti da monosaccaridi che possono essere strutturali o di riserva e possono agire come immunostimolanti.
Serotonina: è un neurotrasmettitore monoaminico, che svolge a livello del sistema nervoso centrale un ruolo importante nella regolazione dell'umore, del ritmo sonno-veglia, dello stimolo della fame e della termoregolazione. La serotonina influenza la percezione del dolore e stimola la biosintesi della melatonina. Infine, l'effetto sinergico di scopoletina, serotonina e xeronina è in grado di stabilizzare anche i valori della glicemia.
Damnacantale: è un alcaloide antrachinonico che incrementa le difese immunitarie stimolando la produzione di macrofagi e sembra avere un'azione inibitrice su alcune cellule pre-cancerogene (blocca o inibisce la funzione cellulare dell'oncogene Ras).
Altre importanti sostanze fitochimiche contenute nel succo di Noni sono: antiossidanti, acido deacetilasperulosidico, niacina (vitamina B3), caroteni, acido linoleico, acido caprilico e caproico, antrachinoni, flavonglicosidi, alcaloidi, beta-sitosterolo, flavonoidi, catechina, aminoacidi, proteine, carboidrati, fibre alimentari, fruttosio, glucosio...
Proprietà del succo di noni:

Il succo di noni è un prodotto recentemente famoso e messo in vendita come supplemento dietetico o nutrizionale. Chiunque volendo può integrare il succo di noni nella propria dieta, non prima però di avere avuto un consulto col medico di base, soprattutto per quei casi che comprendono un uso ordinario di altri farmaci prescritti.

Proprietà curative del frutto di noni:
Tutti i benefici derivanti dal succo di noni derivano dal frutto, che comprende varie sostanze ricche di principi attivi utili per la nostra salute come ad esempio gli antiossidanti. Da sottolineare il fatto che la scoperta delle notevoli proprietà curative di questo frutto non sono poi così nuove in quanto in altre parti del mondo il suo utilizzo è da molto tempo diffuso per scopi terapeutici e questo in particolar modo dalle popolazioni indigene che vivono nelle zone in cui cresce il noni, ovvero nel Sud del Pacifico. Nella cultura popolare indigena il noni era considerato addirittura come fonte di sopravvivenza in tempi di carestia.


Gli effetti terapeutici del Noni:
antivirale
vermifugo e antiparassitario
antidolorifico
immunomodulante
antinfiammatorio
antitumorale
antiiperlipidemico (favorisce l'abbassamento del colesterolo)
antiipertensivo (favorisce l'abbassamento della pressione sanguigna)
antibatterico
analgesico
anticongestionante
antiossidante
antinfiammatorio
equilibratore dell'umore
emolliente
emmenagogo
lassativo
purificatore del sangue
tonico

succo di Noni: funzioni e benefici

Il succo di Noni è da considerarsi un valido alleato per rinforzare il sistema naturale di difesa dell'organismo, ma è importante ricordare che proviene da una pianta naturale e non si tratta di una cura miracolosa. Il Noni ha un buon potere ricostituente, grazie al buon contenuto di vitamine, di aminoacidi e di minerali. Ma nulla di più.

A fini commerciali si dice anche che il succo di noni sia un ottimo energizzante, che consente di migliorare le prestazioni fisiche e fisiologiche.
Diabete tipo 1, tipo 2
Glicemia
Sintomi della depressione
Ipertensione
Astenia, debolezza, mancanza di energia
Sonnolenza
Ansia, Stress
Regolazione dei ritmi del sonno
Regolazione dei ritmi biologici
Regolazione del metabolismo
Sintomi allergici
Combattere i radicali liberi
Potenziamento del sistema immunitario
Ustioni
Ferite e irritazione della pelle
Infezioni
Disturbi intestinali
Vermi e parassiti
Antiossidante e antinvecchiamento
Dolori di stomaco
Emicrania
Cataratta
Mal di orecchie
Contro i sintomi da astinenza (fumo ecc.)
Artrite, tendinite
Miglioramento dell'attenzione
 Crampi mestruali
 Afta
 Dermatofitosi
 Infiammazione cutanea
 Mughetto
 Ferite
 Abrasioni
 Arteriosclerosi
 Foruncoli
Sindrome di fatica cronica
 Herpes labialis
 Congestione
 Depressione
 Infiammazione agli occhi
 Fratture
Gengivite
 Alta pressione arteriosa
 Indigestione
Malattie renali
Mestruazioni irregolari
Disturbi respiratori
Sinusite
Distorsioni
Tumori
Artrite
 Infezioni alla vescica
 Disturbi intestinali
 Cancro
 Circolazione debole
 Raffreddori
·Stitichezza
·Diabete
 Febbre
 Ulcere gastriche
·Cefalee
 Sistema immunitario
 Parassiti intestinali

Proprietà e benefici del succo di NoniMolte delle proprietà del Noni sono da attribuire all'enzima xeronina, una importante componente della membrana cellulare che esercita un'azione rigenerativa e riparatrice sulle cellule danneggiate e regola la funzione delle proteine.

Succo di Noni contro la stanchezza Il succo conferisce energie e combatte la debolezza, perché gli enzimi in esso contenuti favoriscono l'assimilazione degli aminoacidi, delle vitamine e dei sali minerali. Il Noni stimola anche la secrezione delle endorfine e della serotonina, migliorando l'efficienza mentale e il tono dell'umore.

Succo di Noni contro l'insonnia Il succo stimola la produzione di melatonina da parte dell'epofisi, migliorando la qualità del sonno.

Succo di Noni contro mal di testa e dolori di vario tipo Alcune ricerche hanno dimostrato la capacità antidolorifica del succo, efficace contro il mal di testa e dolori muscolari, articolari, mestruali e digestivi e contro disturbi gastrointestinali.

Succo di Noni come antibatterico e antinfiammatorioIl Noni regola i processi infiammatori: alcune sperimentazioni hanno riscontrato un miglioramento delle condizioni di pazienti affetti da tendiniti, artriti e borsiti.

Succo di Noni per la pelleApplicate il succo di Noni per trattare le infiammazioni della cute, le lievi ustioni e le piccole abrasioni. Non solo, ma il Noni contiene anche vitamina C e selenio, due antiossidanti in grado di contrastare l'azione dei radicali liberi e l'invecchiamento delle cellule.

Succo di Noni contro l'ipertensione Da una ricerca americana è emerso che il succo di Noni è efficace anche contro la pressione sanguigna alta: la scopoletina, infatti, sostanza che favorisce la produzione di ossido nitrico, agisce sui vasi sanguini aumentando la loro elasticità e favorendo l'abbassamento della pressione.

Succo di Noni contro il cancroAncora un'altra ricerca collega il succo di Noni al rischio cancro: i risultati suggeriscono che bere 1-4 g di succo di Noni al giorno può ridurre il rischio di cancro nei forti fumatori di sigarette.

Allenta lo stress e contrasta la stanchezza

Gli enzimi contenuti nel succo possono favorire l'assimilazione degli aminoacidi, delle vitamine e sali minerali naturalmente contenute negli alimenti, migliorando il tono energetico. In più, combatte la debolezza e la disidratazione soprattutto nei mesi più caldi dell'anno, contribuendo a resistere meglio all'afa e migliorando il sonno, oltre a stimolare la produzione di melatonina da parte dell'epifisi.

Funzione antidolorifica e analgesica

Uno studio sperimentale ha confermato la capacità antidolorifica della pianta di Noni, che può essere sfruttata per diverse condizioni. Il succo può aiutare a combattere i dolori tipici di alcune malattie, dal mal di testa ai disturbi gastrointestinali. Questo derivato del Noni può agire anche da analgesico contro dolori muscolari, articolari, mestruali e digestivi.

Funzione antibatterica, antinfiammatoria e immunostimolante

Il Noni è in grado di supportare l'organismo controllando e regolando i processi infiammatori. In particolare, alcune sperimentazioni hanno riscontrato un netto miglioramento delle condizioni di pazienti affetti da tendiniti, artriti e borsiti. Il succo di Noni rinforza il sistema immunitario: è in grado di attivare le cellule T e i macrofagi, preposte ad attaccare e distruggere gli agenti patogeni.

Migliora la pelle

Il succo di noni può essere applicato sulla pelle con ottimi risultati: è particolarmente utile per trattare le infiammazioni della cute, le lievi ustioni e le piccole abrasioni. La xeronina è, infatti, in grado di favorire la rigenerazione del tessuto traumatizzato.

Aumenta l'energia e il buon umore

Il Noni stimola la secrezione di endorfine e serotonina, migliorando l'efficienza mentale e il tono dell'umore, attenuando i sintomi come la debolezza corporea, la stanchezza, la sonnolenza e la depressione.

Funzione antipertensiva

La scopoletina, sostanza che favorisce la produzione di ossido nitrico, che agisce sui vasi sanguinei aumentando la loro elasticità e favorendo l'abbassamento della pressione.

Attività antiossidante

Il Noni contiene vitamina C e selenio, due antiossidanti capaci di contrastare l'azione dei radicali liberi e l'invecchiamento cellulare.

Xeronina, Serotonina e depressione

Un altro potere curativo del NONI deriva probabilmente dal composto della Serotonina. Il Tahitiano NONI appartiene alle 50 specie che fanno parte di una delle famiglie delle piante curative maggiormente efficaci, le antiche Rubicacee e proprio qui ha il compito di formare la Serotonina. Durante i miei anni di training e di lezioni alla scuola di Medicina presso la clinica Johns Hopkins sviluppai un particolare interesse per i destinatari di serotonina e dei suoi composti. Avevo osservato che la condizione di parecchi pazienti con depressione e/o emicrania era migliorata notevolmente dopo l’assunzione di un analogo di Serotonina (un analogo di Serotonina è una sostanza che agisce sul corpo come se fosse questa) .
Tuttavia molti di loro avevano effetti collaterali come nausea, diarrea, vertigini, stati d’ansia, reazioni allergiche e persino aritmia, cioè battiti cardiaci irregolari.

Il Dr. Heinicke riferì che molte persone con depressione che avevano bevuto il NONI avvertivano un considerevole sollievo. Egli mi comunicò (e ciò fu ripetuto da molte cliniche) che esso aiutò a stabilizzare malattie nevrotiche come depressione e ipomanie (elevazione di sé-depressione). Scoprì anche che il NONI ha aiutato molti a disassuefarsi da diversi tipi di dipendenza. Mi raccontò della moglie di un medico che aveva provato, senza successo, ogni metodo possibile per togliersi il vizio del fumo. Dopo due settimane di assunzione del NONI era in grado di smettere e da più di un anno non tocca più una sigaretta. Il Dr. Henicke e altri medici parlarono anche della disassuefazione da alcool, cocaina, marijuana e eroina attraverso l’aggiunta del NONI alla psicoterapia, generalmente conosciuta come terapia di gruppo.

Oggi molti scienziati sono dell’idea che la Serotonina è realmente una parte essenziale della biosintesi dell’alcaloide Xeronina. Su più di 10.000 persone che utilizzavano il NONI come integratore alimentare, il 92% riferiva di un notevole aumento di energia e il 72% di più attenzione e chiarezza rispetto a prima della sua assunzione.

Altri modi utilizzo del NONI

Il Proxeronase, un altro componente del NONI, appartiene ad un interessante gruppo di enzimi , chiamato Lisozima. Il Dr. Heinicke nel 1954 isolò per puro caso il cristallino Lisozima dall’ananas e annotò solo la sua presenza. Poi cambiò il procedimento per ostacolare ogni formazione di questo cristallo. Senza saperlo aveva isolato il Proxeronase.

Partendo dal dibattito sulla Xeronina, composto del NONI, ho semplificato un sistema altrimenti molto complesso, in cui molti altri fenomeni avvengono contemporaneamente. Il Dr. Henicke ci diede originariamente la base biochimica per il rapporto NONI-Xeronina , ora il Dr. Gerson ci aiuterà in questo legame clinico. Egli presuppone che il NONI, come specificato nella tabella 2., giova clinicamente.

Come detto prima, il Dr. Gerson ha completato le ricerche mediche su pazienti con pressione alta e su altri con colesterolo alto e il NONI ha avuto un effetto positivo nell’abbassamento dei valori di entrambi. Egli è anche a conoscenza che altri lo utilizzano con successo per crampi mestruali, ulcere gastriche e diabete. Poiché ha scoperto che il NONI vanta i migliori risultati curativi dell’intera famiglie delle Rubiacee, ha documentato come quest' ultima giovi ad altri sistemi corporei. Ciò è indicato nella Tabella 3.

Efficacia di Xeronina libera e Proxeronina sulla muscolatura dello stomaco.

Nel 1973, nel momento in cui il Dr. Heinicke aveva già sviluppato il concetto del sistema della Xeronina, confrontò l’effetto di questa e della Proxeronina sul gastrico o mobilità dello stomaco. Per questa scoperta mise una striscia di muscolatura dello stomaco dei topi in un tensiometro (un apparecchio per la misurazione della tensione dello stomaco) . Egli poteva aggiungere test di prova all’incessante flusso di soluzione salina e sostanze alimentari.


Come si assume il Succo di Noni

Il succo è il derivato della Morinda citrifolia più diffuso in commercio, ma è bene ricordare che quello presente sul mercato non è costituito esclusivamente dal frutto "puro al 100%". In genere, il derivato del Noni è miscelato con i succhi di altri frutti (come il mirtillo, la mela e l'uva), allo scopo di migliorare la gradevolezza organolettica.

Il succo dovrebbe essere assunto lontano dai pasti (a digiuno), per evitare eventuali interferenze con altri alimenti. Dopo aver bevuto il Noni, è importante aspettare almeno 30-40 minuti prima di mangiare, per offrire le migliori condizioni di assorbimento: la digestione può compromettere l'assorbimento dei principi attivi contenuti nel succo.

Per quanto riguarda il dosaggio bastano 30 ml diluiti in 200 ml di acqua calda o fredda (corrispondono a 6 mg di vitamina C)Evitate di berlo insieme a latte, caffè, tè oppure alcol, perché queste bevande rischiano di compromettere il corretto assorbimento delle sostanze contenute. I più esperti sconsigliano anche di abbinare il succo di Noni al fumo o al guaranà.

Essendo senza conservanti, deve essere conservato in frigo dopo l'apertura, dove, una volta aperto, può essere conservato fino a 5-6 settimane.
Si sconsiglia di assumere il succo di Noni insieme a latte, caffè, tè o alcol, perché queste bevande rischiano di compromettere, o comunque di limitare, il corretto assorbimento delle sostanze contenute nel Noni da parte dell'organismo. In genere, è consigliabile non abbinarlo nemmeno a nicotina (fumo di tabacco) e al guaranà, per evitare di stressare in maniera eccessiva il metabolismo. Per ottenere un effetto benefico è indispensabile consumare regolarmente e con continuità (per almeno un mese) il succo di Noni: assumerlo saltuariamente non produce nessun risultato.

Come e quando assumere il succo di Noni
Meglio se consumate il succo di Noni con continuità per almeno due mesi e meglio se a digiuno per scongiurare disturbi con altri alimenti.
Dopo averlo bevuto, aspettate almeno 30-40 minuti prima di mangiare, per avere ideali condizioni di assorbimento.

Controindicazioni
NON bevete succo di Noni – ricco di potassio – se soffrite di insufficienza renale .
 La letteratura riporta una percentuale molto bassa di persone hanno avuto effetti come mal di testa, nausea, diarrea, dermatiti o stanchezza, dopo aver cominciato a bere il succo Noni. Sintomi che sarebbero scomparsi da soli entro in un breve tempo. Infine, si sconsiglia di utilizzare il succo di Noni durante la gravidanza o l'allattamento. Malattie epatiche: il succo di Noni è stato collegato a diversi casi di danno epatico: evitare l'uso in caso di patologie a carico del fegato.

1) Assumere il succo di Noni a piccoli sorsi, trattenerlo in bocca per 10-20 secondi prima di inghiottirlo. Farlo muovere un po’ all’interno della bocca. Questo procedimento permette alle migliaia di terminazioni nervose della bocca, lingua e palato di preparare gli organi digestivi alla ricevimento del Noni. In questo modo tutto il corpo si disporrà in maniera ottimale per ricevere il succo. Per di più alcune delle sostanze benefiche contenute nel Noni vengono assorbite direttamente tramite la bocca nella circolazione sanguigna attraverso i vasi sublinguali.

2) Se si volesse assumere una dose extra di Noni nel corso della giornata, ma non si ha abbastanza tempo (prima o dopo i pasti), si può provare a fare così: bere a piccoli sorsi muovendolo il succo da un lato all’altro della bocca, per il più a lungo possibile come per il precedente, le sostanze attive verranno assorbite nella bocca. In questo caso, però non si tratta più di avvertire l’apparato digerente dell’arrivo del Noni, quanto piuttosto di assorbirne la maggior quantità possibile direttamente dalla bocca. È in questo caso inutile assumerne grandi quantità, piuttosto è utile ripetere l’operazione di frequente. Potrebbe rappresentare anche un valido aiuto per chi cerca di smettere di fumare. Durante la disintossicazione è molto utile poter sostituire all’atto compulsivo (accendere la sigaretta, la sensazione di avere qualcosa in bocca) un surrogato: masticare chewing-gum o, appunto, centellinare il Noni. Al suo potere detossificante (di cui abbiamo parlato estesamente nel capitolo) si aggiungerebbe anche quello di essere un’utile terapia comportamentale.




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domenica 26 luglio 2015

L' Importanza dello zinco per la nostra salute, e per la tiroide


L' IMPORTANZA DELLO ZINCO PER LA NOSTRA SALUTE








Ho letto questa testimonianza in rete, su un forum e mi ha molto colpita. 
A volte diffondere la verita' è importantissimo perchè si possono aiutare tante persone e si possono evitare conseguenze peggiori. Spero davvero che possa essere utile farlo anche da qui, da questo semplice blog che condivido per diffondere il benessere e la mia attività che reputo piu' una missione. 


ECCOLA LA TESTIMONIANZA DI PAOLO: 

Innanzi tutto mi presento: sono Paolo, vivo in Scozia, ho 34 anni e lavoro per l'università di Edimburgo come Multimedia Designer.
Scorrendo il tuo interessantissimo blog ho immediatamente capito che potresti essere la persona giusta per aiutarmi a divulgare una cosa che per me è stata di un'importanza fondamentale e che lo può essere per molta altra gente.
Vorrei chiarire che tutte le informazioni che leggerai di seguito sono filtrate dalla mia conoscenza medica che di certo non è un campo di mia competenza.
Quindi suggerisco da parte tua un controllo delle informazioni che torverai qui nel caso in cui desidererai approffondire il tema che ti propongo che deve essere visto come pura esperienza personale vissuta da paziente.
Tieni presente che in tutta questa faccenda c'è anche un enorme coinvolgimento emotivo da parte mia, cosa che potrebbe far sì che metta in evidenza particolari che mi hanno colpito particolarmente a discapito di una cronaca giornalistica e scientifica dell'accaduto.
Comunque cercherò di darti le risorse per approffondire indipendentemente il tema a prescindere dalla mia esperienza personale.
Partirò dall'inizio e cercherò di essere breve, anche se so già che non ci riuscirò. Porta pazienza.

Tutto comincia 2 anni fa. Il mio corpo comincia a dare degli strani segnali che però io associo al nuovo stile di vita, allo stress lavorativo, alla mia incapacità di prendermi i necessari tempi di riposo, alla routine, allo stress emotivo.
Comincio ad avvertire una stanchezza fuori dal normale. Nonostante dorma 8/9 ore a notte mi sveglio più stanco della sera prima e il normale ciclo di recupero delle energie pare essersi inceppato.
Sono così stanco che ogni piccola attività diventa una cosa enorme, insormontabile. Fare la spesa, il bucato, uscire, camminare, pensare, parlare, ridere, leggere, cucinare, ginnastica... tutto.
Contemporanemanete a questa stanchezza cronica, nel corso delle settimane e dei mesi, cominciano ad apparire una valanga di sintomi: mal di testa permanente, sensibilità alla luce e ai suoni, occhiaie e occhi stanchissimi, perdita totale di forza fisica, grossa confusione mentale, impossibilità a concentrarmi (per un anno non sono nemmeno riuscito a leggere le mie email), stanchezza muscolare cronica, secchezza della pelle, pallore eccessivo, perdita di desiderio, demotivazione, negatività, insonnia, palpitazioni e altri ancora. I miei occhi avevano perso la loro naturale vitalità. Ricevevo dal mio corpo sensazioni completamente aliene.
Era una corsa in discesa verso l'inferno e mi sentivo ogni giorno sempre peggio. I risvolti psicologici non hanno tardato ad arrivare e una profonda tristezza si è insinuata in me. La mia vita era semplicemente sospesa nell'impossibilità di fare qualsiasi cosa.
Un giorno mi sveglio e mi rendo conto che non ce la faccio nemmeno ad alzarmi dal letto.
Vado dal dottore e la sentenza è veloce e lapidaria: depressione forte. Mi propone una bella terapia a base di Prozac, dico no.
Nel frattempo provo di tutto: rimedi tipo Hypericum o antistress, riposo, vacanze ma niente, sempre peggio.
Consulto anche un medico di base in Italia e anche lui mi dice che devo entrare in terapia antidepressiva. Non accetto.
Il fato ha voluto che da lì a poche settimane, dopo 2 anni di questo inferno, conoscessi qui a Edimburgo una nutrizionista.
Da parte mia, nelle mie ricerce su Internet, avevo già cominciato ad avvicinarmi all'importanza del concetto di supplementi vitaminici, enzimici, di minerali e olii, tutte cose di cui si occupa questa persona.
In poche parole mi propone di fare un test in un laboratoriio a Londra per vedere la quantità di Kryptopyrolles presenti nel mio organismo. I Kryptopyrolles sono presenti normalmente nel sangue ma, se in eccesso, creano le condizioni per l'espulsione tramite urine della vitamina B6 e dello Zinco presenti nell'organismo, creando delle deficienze di queste due sostanze anche molto gravi.
I risultati del test sono positivi e molto alti. Normalmente una persona sana ha valori compresi fra 4-6 unità, io ero attorno a 20. Questo sancisce ufficialmente che il mio problema è la PYROLURIA, nome di questa caratteristica genetica (non malattia) che mi ritrovo ad avere e che è fondamentalemnte una disfuzione delle ghiandole adrenaliniche.
La vitamina B6 e lo zinco, che io elimino allegramente e in grosse quantità attraverso l'urina, sono due elementi fondamentali per la chimica del cervello e sono strettamente correlati alla produzione ormonale a livello renale.
Questo spiega totalmente i miei sintomi.
La nutrizionista mi prescrive immediatamente dosi molto alte di B6 e zinco con l'ausilio di alcuni olli omega 3-6-9. Si scoprirà più avanti molto efficaci per me l'Evening Primrose oil (in italiano non trovo come viene chiamato).
La sera prendo le mie prime vitamine e il giorno dopo mi alzo riposato e con la mente fresca, invertendo totalemnte il senso di marcia intrapreso 2 anni prima.
I muscoli rispondono, il mal di testa è molto lieve, mi sento energetico e pure allegro, la mente è incredibilmente più chiara. Ci abbiamo azzeccato!
Ora sono sotto terapia vitaminica da circa 2 mesi, 2 mesi e mezzo e mi sento meglio di giorno in giorno, toccando giornate in cui penso che non mi sono mai sentito così bene e probabilmente ho ragione visto che apparentemente ho sempre avuto la Pyroluria. Mio padre ne era certamente affetto.
Perchè è apparsa in maniera così violenta solo all'età di 32-34 anni? Perchè la sovraproduzione di Kryptopyrolles da parte del corpo avviene in momenti di forte stress emotivo. È l'incapacità del corpo di fronteggiare certi livelli di stress.
E in quel periodo della mia vita ero sotto fortissimo stress.

Ho parlato molto con la nutrizionista e ho fatto delle ricerche per conto mio. Si è scoperto che alcune categorie di persone con determinate patologie hanno la Pyroluria. Queste sono persone affette dal disturbo bipolare, schizofrenici (in alcuni casi gravi la pyroluria può condurre alla schizofrenia), alcolizzati, depressi cronici, persone affette dalla sindrome di iperattività, autistici ecc.
Questa nutrizionista sta portando avanti delle ricerche nelle quali si dimostra che molti disturbi psico-fisici anche molto gravi sono la manifestazione del corpo di una deficienza di elementi nutritivi fondamentali accompagnata spesso dalla reazione a certi nutrienti quali il latte, il glucosio, lo zucchero, i coloranti artificiali, i metalli pesanti ecc.

So che ci sono tante teorie, tante scuole di pensiero, tante tecniche e che forse si sta ancora brancolando nel buio in molti campi della medicina e che è comodo farsi prendere da facili entusiasmi, ma credo che il mio caso sia piuttosto esemplare. Ho risolto con qualche supplemento totalmente naturale e benefico quello che i medici volevano curare col Prozac con conseguenze che non voglio nemmeno immaginare.

Facendo delle ricerche su Internet ho scoperto innanzi tutto che c'è pochissimo materiale che tratta il problema della Pyroluria e tutto quello che c'è viene trattato come una scoperta molto recente.
Su un particolare sito si dice che è stata scoperta negli anni '50 da alcuni ricercatori che, per conto di una grossa casa farmaceutica, stavano conducendo degli studi sulla schizofrenia e depressione.
Apparentemente i risultati di questa ricerca mettevano giustamente in evidenza che la Pyroluria e molti sintomi oggigiorno associati alla depressione sono associabili alla mancanza di b6 e zinco e quindi facilmente curabile con supplementi poco costosi ma, soprattutto, non di proprietà delle case farmaceutiche.
Per evitare un grosso danno economico a causa di questa scoperta che avrebbe portato inevitabilmente alla diminuzione di consumo di prodotti antidepressivi, la casa farmaceutica decise di insabbiare i risultati della ricerca che non furono mai resi noti.
Ecco probabilmente perchè i dottori che ho consultato non ne sapevano nulla e, con una facilità preoccupante, dopo 5 minuti di seduta, avevano già la penna pronta per prescrivere il Prozac.

Non potrò mai scrivere abbastanza sui benefici che questa cosa ha portato nella mia vita. Sono solito dire che sono tornato a vivere dopo 2 anni di pausa dalla vita. È stato terribile.
In un mio recente viaggio di 3 settimane in Italia ho constatato che moltissime persone sono interessate a questo argomento e mi sono posto il problema di come divulgare queste informazioni.
Lungi da me suggerire assunzioni di supplementi senza previo studio del caso specifico e consultazione di uno specialista, ma alcuni benefici dell'assunzione di determinati supplementi è innegabile e queste informazioni non possono essere fruite solo da chi se lo può permettere intellettualmente ed economicamente, ma dovrebbero far parte del dominio collettivo.
Un esempio su tutti sono i benefici assolutamente incredibili dovuti dall'assunzione degli olii omega 3-6-9.
Io ritengo che una dieta equilibrata non sia più sufficiente a provvedere al corpo tutti gli elementi nutritivi indispensabili e che sia necessario integrare. Questo a causa della povertà nutrizionale dei cibi dovuta allo sfruttamento eccessivo della terra su cui vengono fatti crescere, all'uso di prodotti fertilizzanti chimici e di pesticidi.
Inoltre il nostro corpo domanda un aumento dei quantitativi di elementi nutritivi per far fronte al crescente stress a cui siamo sottoposti e all'inquinamento che si abbatte su tutti noi.
Questa è l'opinione che mi sono fatto approffondendo molto questo tema, ma voglio sottolineare che non è nulla di più di una convinzione personale, anche se basata su studi, ricerche, risultati e teorie riportate su libri, siti Internet e riviste scientifiche.

Caro Ivan, spero di essere stato esauriente. Mi rendo conto che è un argomento vasto e spero di essere stato più chiaro possibile.
Se hai bisogno di qualsiasi approfondimento o appoggio da parte mia sono qui a tua disposizione.
Ti pregherei di farmi sapere la tua opinione e, se possibile, di tenermi agigornato sull'eventuale percorso che queste notizie che ti ho inviato compiranno.

Di seguito i links ai siti che trattano l'argomento della Pyroluria. Purtroppo ho trovato solo materiale in inglese.

http://drkaslow.com/html/pyroluria.html
http://www.diagnose-me.com/cond/C372380.html
http://www.nutritional-healing.com.au/content/articles-content.php?heading=Pyroluria

http://www.google.co.uk/search?hl=en&q=pyroluria&btnG=Google+Search&meta=

Ho approfondito un po' meglio in rete e ho scoperto che lo zinco è importantissimo anche per le malattie legate alla tiroide e non solo !

SINTOMI DA CARENZA

anemia che non risponde alla supplementazione di ferro
problemi alla deambulazione ed equilibrio
stanchezza
stordimento
perdita di capelli
riduzione del metabolismo basale
riduzione della temperatura corporea basale
diminuita conversione di T4 in T3
disordini immunitari
alterazioni cutanee
diarrea
disturbi mentali
infezioni ricorrenti a causa dell’indebolimento delle funzioni immunitarie
carenza di testosterone negli uomini
       

Ma cos'è lo Zinco ?

Lo zinco è un microminerale, fa parte di oltre 300 complessi enzimatici ed è necessario per il corretto funzionamento di molti ormoni, inclusi gli ormoni tiroidei, il cortisolo, l’insulina, l’ormone della crescita e gli ormoni sessuali. L’organismo ne contiene nei muscoli, nei globuli rossi e in quelli bianchi.
Come la pelle, anche i capelli hanno un grande bisogno del minerale zinco. Esso è un oligoelemento essenziale di grande importanza per la crescita dei capelli. Lo zinco è coinvolto nella formazione della cheratina, che è una componente fondamentale dei capelli, della pelle e delle unghie. Inoltre, il corpo umano ha bisogno di zinco anche per la formazione del collagene, sostanza importante non solo per il tessuto connettivo e perché consente di ancorare i capelli al cuoio capelluto, ma anche per la struttura dei capelli in generale. Anche la suddivisione cellulare, che rende possibile la crescita dei capelli, non sarebbe possibile senza zinco. Per questo motivo, la caduta dei capelli è uno dei primi segnali della carenza di zinco, di conseguenza la sua somministrazione consente spesso di migliorare la situazione.5 Tutte le vitamine B sono indispensabili per una crescita sana dei capelli. Una fra le numerose manifestazioni della carenza di una o più di queste vitamine è la caduta dei capelli e/o capelli fragili o opachi.
Anche la vitamina C gioca un ruolo importante per la crescita di capelli sani. Essa è necessaria per far sì che il ferro si possa legare ai globuli rossi e raggiungere così le radici dei capelli. Una carenza di ferro può causare danni alla struttura dei capelli e portare alla loro caduta.

PROPRIETÀ

Lo zinco è un nutriente necessario per la produzione dell’ormone tiroideo ed è cruciale per la nostra salute.
Infatti agisce come un catalizzatore in moltissime reazioni enzimatiche del nostro organismo ed è coinvolto nella sintesi del DNA, nella funzione immunitaria, la sintesi proteica e la divisione cellulare.
È indispensabile anche per il corretto senso del gusto e dell’olfatto, nei processi di disintossicazione, nella guarigione delle ferite.

Lo zinco non viene immagazzinato nel corpo, dunque è assolutamente necessario un apporto giornaliero di zinco per garantire tutte le funzioni su esposte.

Nel mondo, un individuo su quattro, può essere carente di zinco, e la maggior parte degli individui con ipotiroidismo sono carenti di questo microminerale.
Deficit di zinco impediscono la conversione di T4 in T3.

Lo zinco è necessario anche per la formazione di TSH e possono quindi aversi carenze in pazienti ipotiroidei che abbiano alti livelli di TSH.

La deficienza di zinco è anche stata associata con aumento della permeabilità intestinale e suscettibilità alle infezioni così come ad una ridotta disintossicazione dalle tossine batteriche.
L’assorbimento di zinco può essere alterato da danni dalla malattia intestinale come il morbo celiaco e altre sindromi da malassorbimento.

In caso di stress (di qualunque natura) l’organismo utilizza lo zinco, insieme alla glutammina, per produrre maggiori quantità di cortisolo, causando così una deplezione intestinale di questi due importanti nutrienti nutrienti che hanno l’importante compito di riparare i danni della parete intestinale e di mantenere in efficienza il suo ruolo di barriera.

Lo zinco è un componente chiave in oltre 300 enzimi utilizzati nel corpo ed è un importante componente strutturale di molte proteine, ormoni, neuropeptidi e recettori ormonali.

Molti studi riportano che la carenza di zinco può causare disfunzione del sistema immunitario. Emily Ho, della Oregon State University, e suoi colleghi, hanno fatto numerosi ed accurati esperimenti per valutare gli effetti fisiologici di carenza di zinco.
La sua squadra di ricercatori ha dimostrato che la riduzione zinco causa l’attivazione aberrante delle cellule immunitarie e la disregolazione di una citochina, la l-6, una proteina che interessa l’infiammazione nella cellula.
I ricercatori hanno confrontato i livelli di zinco in topi vivi, giovani e vecchi. I topi più anziani avevano bassi livelli di zinco ed anche una maggiore infiammazione cronica ed avevano una diminuita metilazione dell’L-6 – un meccanismo epigenetico che le cellule usano per controllare l’espressione genica.
I ricercatori hanno quindi osservato che: “la carenza di zinco induce una risposta infiammatoria tale da suscitare l’attivazione aberrante delle cellule immunitarie e un’alterata metilazione“, gli autori dello studio sostengono anche che: “i risultati suggeriscono potenziali interazioni tra i livelli di zinco, epigenetica, e funzione immunitaria, e come, la loro disregolazione, potrebbe contribuire a infiammazione cronica “.

La carenza di zinco potrebbe perciò svolgere un ruolo determinante nelle malattie croniche come le malattie cardiovascolari, il cancro e il diabete che coinvolgono l’infiammazione. Tali malattie spesso appaiono in adulti anziani, che sono infatti più a rischio di carenza di zinco.

“Quando si toglie lo zinco, le cellule che controllano l’infiammazione sembrano attivarsi e rispondere in modo alterato, il che induce le cellule a promuovere una maggiore infiammazione“, ha aggiunto Emily Ho, autore principale dello studio che si trova nei riferimenti a tergo.

Lo zinco è anche un micronutriente essenziale, necessario per molti processi biologici, tra cui la crescita e lo sviluppo, la funzione neurologica e l’immunità.

Altri studi suggeriscono che bassi livelli di zinco possono essere associati ad una diminuzione del Metabolismo Basale (ndr. ipotiroidismo come detto)

Insieme al Selenio, lo Zinco concorre a modulare la risposta immunitaria e può determinare un significativo abbassamento del livello di auto-anticorpi nella patologia autoimmune tiroidea.

Una carenza di zinco può inoltre predisporre ad una carenza di vitamina A che nei pazienti ipotiroidei sarebbe ancora più grave, vista l’incapacità dell’organismo di trasformare il ß carotene in acido retinoico.

Ma perché tutti questi studi sul ruolo dello zinco?

Comprendere il ruolo di zinco nel corpo è importante per determinare se le linee guida dietetiche per lo zinco sono adeguate.
La dose giornaliera raccomandata di zinco per gli adulti è di 8 milligrammi per le donne e 11 milligrammi per gli uomini, a prescindere dall’età.
Le linee guida possono avere bisogno di correzioni per gli anziani al fine di garantire che stiano assumendo abbastanza zinco.

Circa il 12% delle persone fanno diete carenti di zinco (ndr. per esempio i vegetariani ed i vegani). Il 40% degli ultra-sessantenni sono carenti.
Gli anziani tendono a mangiare cibi meno ricchi di zinco.

Cosa fare per capire se si è carenti di zinco?

SINTOMI DA CARENZA

anemia che non risponde alla supplementazione di ferro
problemi alla deambulazione ed equilibrio
stanchezza
stordimento
perdita di capelli
riduzione del metabolismo basale
riduzione della temperatura corporea basale
diminuita conversione di T4 in T3
disordini immunitari
alterazioni cutanee
diarrea
disturbi mentali
infezioni ricorrenti a causa dell’indebolimento delle funzioni immunitarie
carenza di testosterone negli uomini
Non esiste un buon test biomarker clinico per determinare la carenza di zinco.
Oltre agli esami su sangue si può eseguire un MINERALOGRAMMA.

Si pensa comunque che la carenza di zinco è probabilmente un problema più grande di quanto si creda. Prevenire il deficit è importante.

Fonti alimentari

Ostriche, pesce, carne rossa e frutta secca.
Lo zinco contenuto nei vegetali non è biodisponibile poiché legandosi all’acido fitico può formare un complesso insolubile che non viene assorbito. I Fitati che si trovano in cereali, legumi, noci e semi legano lo zinco e impediscono il suo assorbimento.

(ndr. attenzione con le diete vegetariane e vegane!)

Le Ostriche sono il cibo più ricco di zinco biodisponibile.
Manzo, fegato, maiale, pollo e l’aragosta sono comunque ottime fonti di zinco. 

IMPORTANTE

Un inadeguato grado di acidità gastrica (ndr. problema comune per chi si nutre di junk food e/o segue diete occidentali) non consentirà di estrarre lo zinco dalla parte proteica degli alimenti, questa è purtroppo una condizione che si verifica di frequente nei pazienti ipotiroidei, soprattutto autoimmuni.

Deficit di zinco possono determinare bassi livelli di fosfatasi alcalina.

SUPPLEMENTAZIONE

Al fine di affrontare il deficit può essere valutata la supplementazione di zinco con, indicativamente, non superiori a più di 30 mg al giorno. Questo perché la supplementazione di zinco sopra 40 mg può causare un’esaurimento in livelli di rame.

L’assunzione di integratori di ferro in concomitanza con i pasti può ridurre considerevolmente l’assorbimento dello zinco dal cibo.

Perciò è sempre buona regola consultare un medico esperto prima di decidere di integrare questo prezioso minerale. Normalmente ogni 15 mg. di zinco andrebbero bilanciati con 1 mg di rame)

(ndr. le diete vegetariane e vegane sono ricchissime di rame e già di base carenti in zinco biodisponibile… Grosso problema…)

Non tutte le formulazioni di zinco in commercio sono ugualmente biodisponibili.
Lo zinco picolinato viene assorbito meglio.
Per garantire il corretto assorbimento, gli integratori di zinco è meglio che siano assunti durante un pasto.
Lo zinco agisce in sinergia con il manganese e la vit B6.
TOSSICITA’

I principali effetti tossici si verificano in conseguenza di prolungate assunzioni di dosaggi superiori ai 150 mg al giorno e sono rappresentati da anemia, riduzione del colesterolo HDL, depressione della funzione immunitaria.

La tossicità acuta è rara perché l’assunzione di forti dosi provoca vomito.

Riferimento:: http://www.evolutamente.it

http://europepmc.org/abstract/med/37232

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3746228/









Il ganoderma contiene :



- Polisaccaridi, peptidoglicani e eteropolisaccaridi.
-Tritepeni, (acidi ganoderici classificati di A e Z ) con attivita' tipo antistaminico,( A, C, e D ), hepatoprotectiva ( R ) antipertensiva, ( B, D, F, H, K, S, Y, ) ipocolosteremizzante ( M, F ) , ACE-inibitore ( ganoderol B )  e antiaggregante 
- Minerali ( ferro,zinco,manganese,magnesio,potassio, germanio, calcio.) 
-Vitamine del gruppo B ( in particolare vit. B9 )
-17 aminoacidi tra cui tutti essenziali
-steroli e sostanze del tipo cortisone
-Adenosina e guanosina con effetto antiaggregante piastrinico, miorilassante ( del muscolo scheletrico ) e sedativo del SNC










-
ROSELLE E' RICCA DI  Vit.B, C B1 B2 e ZINCO

DXN Roselle Juice è una bevanda vegetale a base di Hibiscus Sabdariffa, esotica e rinfrescante, prodotta da estratto acquoso del calice di Roselle.

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iDXN NutriZhi è, una miscela di soia e orzo prodotta da chicchi di soia di prima qualità e da estratto di Ganoderma Mycelium. Ha le seguenti caratteristiche particolari: - privo di Ogm - prodotto da soia geneticamente non modificata, di altissima qualità, 100% pura e naturale. - ricco di nutrienti di effetti benefici per il corpo (lecitina, omega 3, omega 6, calcio, ferro, vitamine A, C ed E). - è privo di conservanti, coloranti ed aromi artificiali.



CARRELLO